LA TRISTE STORIA DI SOUMAHORO & C.
Dell’
”onorevole” Abounakar Soumahoro resterà l’immagine – diventata subito
icona della sinistra - del suo debutto davanti a Montecitorio con gli
stivali infangati e mentre saluta con il pugno chiuso. Qualcuno disse subito
che sarebbe stato un ottimo segretario del PD per “marcare la
differenza” poi - man mano che uscivano le notizie dei traffici loschi
delle cooperative di famiglia - la vicenda ha assunto connotati sempre
più squallidi.
Così della potenziale
candidatura ai vertici del PD non ne ha parlato più nessuno, anzi
Soumahoro è stato perfino allontanato dal gruppo parlamentare della Ssinistra-Verdi.
Ma ci sono complicità del
sistema, che non si possono sottovalutare, perché temo che ci siano in
giro molte altre “cooperative”, che in Italia hanno abusato dei fondi
destinati ad assistere i disgraziati, che sbarcano sulle nostre coste.
Porcherie
di bandi rinnovati automaticamente e mai controllati, di prefetture
assenti, di uno Stato che concede o promette soldi senza verificare i
precedenti e soprattutto i rendiconti.
Eppure
proprio la suocera dell’ “onorevole” nel 2018 venne addirittura premiata
come «Imprenditrice immigrata dell'anno», con tanto di consegna solenne
del riconoscimento da parte dell'ex presidente della Camera Laura
Boldrini.
Non basta: nonostante le truffe già da tempo sotto
la lente della Guardia di Finanza ancora in aprile sarebbe entrata nelle
tasche della famiglia Soumahoro – con le cooperative Karibu ed Aid,
entrambe risultate vincitrici di bandi nonostante le indagini in corso -
la somma di circa un milione di euro per l'assistenza ai rifugiati
ucraini. Truffatori e soprattutto sfruttatori della miseria, eppure la
mini alleanza dei “+ Europa-Socialisti-Sinistra Verdi e PD” non ha
esitato a candidare l’onorevole "stivalato" e a farlo eleggere,
segno che nessuno ha controllato le carte, i precedenti, la fedina
penale e non lo ha fatto neppure l’apposita “commissione Etica”, che
dovrebbe denunciare pubblicamente i casi dei candidati impresentabili...
Francesco Paolo Resta
Segretario FdI Gioia del Colle
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