Scuola chiusa per ramadan & dintorni...
Come prevedibile, la decisione di chiudere l’Istituto di Pioltello, per festeggiare la fine del Ramadan, ha scatenato molte polemiche.
Per il dirigente scolastico della scuola “I bambini di fede islamica sono la maggioranza e non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi numeri e alla realtà”; per il Sindaco PD di Pioltello poi (36.000 abitanti nella zona periferica di Milano) la chiusura “è’ un atto di civiltà”.
Al di là della cronaca c’è una riflessione più
profonda, legata alla decisione di Pioltello, ovvero l’evidente
progressivo scivolamento verso una società dove alcuni valori fondanti
della “nostra” comunità – di cui uno è l’aspetto religioso - si
stemperano, mentre questo non avviene per quella islamica, che proprio
dalla sua autochiusura verso l’esterno e nell’ambiguità, in cui la si
lascia continuare, trova la sua forza di coesione.
Facciamoci
però anche una seria autocritica: noi cristiani facciamo poco o nulla
per difendere i nostri principi e magari farli capire agli islamici,
anche se loro comunque di solito li rifiutano!
Esempi?
Permettere il velo integrale, anche se l’essere riconoscibili è obbligo
di legge e nessuno ricorda con chiarezza e pubblicamente che un
musulmano non può - se è coerente - integrarsi fino in fondo in Europa,
perché se accetta davvero, il suo credo religioso si mette
automaticamente in contrasto con alcune nostre leggi, dal diritto
penale a quello di famiglia.
Questo aspetto è sempre tenuto
oscuro e nascosto, perchè “politicamente scorretto” e quindi non se ne
parla mai, eppure prima o poi andrà pur posto: come può una persona
sinceramente islamica giurare fedeltà alla Costituzione e alle leggi
dello Stato Italiano, se hanno principi diversi dalla sua fede?
Ricordiamoci
che, se un cristiano vive in un paese islamico, deve adeguarsi alle leggi
del paese ospite, non può osservare le proprie se non nell’intimo della
sua coscienza. Questo perché quel paese vuole tutelare e difendere la
propria identità, mentre da noi si sostiene progressivamente l’esatto
contrario.
Non ho la presunzione di sostenere cosa sia giusto o
sbagliato, è certo però che non ci si può poi lamentare per le conseguenti mille
problematiche, che nascono e crescono nel nostro paese proprio per questa
incoerenza ed ipocrisia di fondo; questo rinvio continuo di chiarezza
soprattutto nei confronti della comunità musulmana che – anche dal caso
di Pioltello – alla fine passa addirittura per “vittima”, anche se
regolarmente ottiene poi quello che vuole.
UN SALUTO A TUTTI E BUONA PASQUA!
Francesco Paolo Resta
