Alle ore 15.00 una delegazione di Fratelli d'Italia deporrà una corona di fiori in Via Martiri delle Foibe (presso la coop)
Il Giorno del Ricordo, quest’anno, assume un’importanza particolare. Infatti, ricorre l’80° anniversario dell’inizio delle persecuzioni ai danni dei nostri connazionali, che furono massacrati nelle foibe dai partigiani comunisti slavi e dai loro complici. Inoltre, sono trascorsi ottanta anni dal sacrificio di Norma Cossetto, la quale nell’ottobre del 1943 pagò con la vita la sua fede nell’Italia.
Oggi nella nostra città, ma in tantissime piazze italiane, si celebra il Giorno del Ricordo, la commemorazione dello Stato Italiano istituita ufficialmente con la legge numero 92 del 2004.
Il Ricordo è una cosa importante, perché allontana l’oblio e ci consente di rammentare cosa accadde 80 anni fa, a partire dal 1943, in quelle terre da sempre terre italiane, molte delle quali ci furono strappate e ormai sono parte degli Stati nati dalla dissoluzione della ex-Jugoslavia.
Ma non basta ricordare la tragedia delle foibe e dell’esodo. È fondamentale ricordare che l’adriatico orientale è sempre stato legato alla cultura italiana in maniera indissolubile. Già 2000 anni fa Strabone, uno dei più importanti geografi della storia dell’umanità, segnava a Pola il confine orientale d’Italia e poi lo stesso fece Dante Alighieri in un canto della Divina Commedia.
Un legame strettissimo, purtroppo strappato, ma che rivive nel ricordo che, a tanti anni di distanza, è il modo più vero per dare giustizia tardiva agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e, con loro, a tutta la nostra Nazione.
Ma c’è, in Italia, chi ancora non si arrende all’evidenza dei fatti storici. Infatti, da determinati ambienti politici estremisti fuoriescono posizioni riduzioniste o giustificazioniste del dramma delle foibe. Pseudo intellettuali si autoassegnano il ruolo di storici e pubblicano, con la complicità di case editrici un tempo ben più autorevoli, dei libercoli dove si sminuisce la triste vicenda di chi fu ucciso e di chi venne costretto con la violenza a lasciare tutto. Questi signori arrivano a definire il Giorno del Ricordo una “falsificazione storica”.
Ma alle parole di questi personaggi, loro sì falsificatori della storia, alcuni vigliacchi purtroppo fanno seguire i fatti e notte tempo, come è loro stile, distruggono le targhe dedicate a Norma Cossetto, ai Martiri delle foibe e dell’esodo o imbrattano i muri con scritte deliranti.
Noi, invece, siamo qui, senza odio né rancore, democraticamente e pacificamente riuniti, ma con la fermezza di chi sa quale è la via della verità e della giustizia.
Parlate dei Martiri delle Foibe, del dramma degli Esuli, raccontatene la storia, difendetene il ricordo. Fatelo per loro, per voi, per i nostri figli.
Fratelli d'Italia Gioia del Colle