Governo Meloni: Un primo bilancio
A voler fare un primo bilancio di questi primi quattro mesi di Governo, io trarrei un’impressione complessivamente positiva. Siamo
contenti che dopo il governo tecnico sia tornata la politica e che sia
tornata con un timbro di destra.
La Meloni mostra di essere
accorta, non scivola su bucce di banana, studia e lavora seriamente,
mostra davvero – come gli riconoscono gli avversari- di essere capace.
Ha schivato le accuse di fascismo e nazional-populismo, sa comunicare ed
efficacemente, risulta affidabile e credibile quando parla, non va mai
sotto o sopra le righe. Tiene a bada il malcontento di alcuni suoi
alleati, sa dialogare con le opposizioni, si confronta con alcuni
settori della società civile. Nel complesso tiene diritta la barra, sta
sempre sui problemi, con equilibrio e senso pratico, mostrando anche una
certa competenza, o quantomeno di aver studiato. Funziona bene nei
rapporti internazionali, ha superato la difficile prova di essere
accettata.
Rispetto invece alla situazione interna la Meloni
segue una linea di spoliticizzazione e di neutralizzazione dei
conflitti. Non interviene dove si creano zone calde e radicalizzazioni
bipolari (tipo Sanremo), tende a raffreddare anziché riscaldare le
tensioni, e a sopire i contrasti. Nonostante tutto, avvertiamo nell’aria
meno ostilità di quando c’era Berlusconi al governo; ma i tempi della
politica sono ormai labili e fugaci, la curva del consenso è assai
breve, i rischi sono dietro l’angolo; in un momento si passa dalla magia
del consenso alla maledizione della sfiducia.
Da "Primo tagliando per la Meloni al governo" - Marcello Veneziani
Ad maiora, Giorgia!
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