E SE FOSSSE STATO FASCISTA?
Del signor Marco Vizzarelli nessuno sapeva niente, finchè, con impeto di "sprezzante coraggio" davanti all’incombente pericolo, ha urlato a piena voce dal loggione “Viva l’Italia antifascista” alla “prima” della Scala di Milano. Assunto per questo agli onori della cronaca nazionale, è partita la surreale questione non già sul fatto che dovesse essere o meno punito, ma sul fatto che andasse comunque identificato o meno. “Siamo un paese libero, ognuno dice quel che vuole”, si è commentato a sinistra, mentre il PD ha "ovviamente" lanciato subito la chat “Siamo tutti antifascisti”. Adesso, per un attimo, chiudete gli occhi e immaginatevi se in sala fosse rimbombato un “Viva l’Italia fascista”. Che sarebbe successo? Siete davvero sicuri che il colpevole non sarebbe stato prontamente identificato, ovviamente criticato e denunciato per qualcosa? Concedetemi almeno il beneficio del dubbio! Di sicuro adesso aspettiamoci non solo che qualcuno lo urli sul serio, ma che sul più bello di una qualsiasi cerimonia nascano gli imitatori, debitamente ripresi e rilanciati sul web. Forse, più che il contenuto di un grido, conta il momento in cui lo fai e quindi l’opportunità (e l’educazione) se sia corretto farlo.
Francesco Paolo Resta Coordinatore FdI Gioia del Colle
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