A proposito di "futuro prossimo" dell'Unione Europea...
Forse, con il voto dell’anno prossimo, l’Unione Europea potrebbe
uscire dal controllo politico della sinistra, visto che domenica scorsa
anche la Finlandia ha virato a destra, così come la Svezia solo pochi
mesi fa.
Più che scelta “di destra” sarebbe meglio
sottolineare come anche in questi paesi sia cresciuto il nazionalismo e
soprattutto il “senso di appartenenza”, che si caratterizza con maggiore
diffidenza verso Bruxelles e chiusure soprattutto sul tema immigrazione,
bioetica, difesa delle proprie radici culturali.
Fatto sta
che a vincere in Finlandia sono stati il Partito Conservatore e quello
dei “Veri Finlandesi”, movimenti che hanno entrambi superato i
socialdemocratici della premier uscente Marin.
Una situazione,
che dovrebbe mettere in allarme la sinistra e il PPE visto che si sta
nettamente assottigliando il loro margine di consensi in vista delle
elezioni europee dell’anno prossimo.
Nella stessa domenica, in
cui anche la Bulgaria ha confermato una maggioranza di centro-destra,
problemi e temi come l’immigrazione, la crisi economica e il deficit
dell’Unione si fanno sempre più attuali e determinanti per le future
scelte elettorali.
La vera forza del connubio attuale tra
sinistra, verdi e popolari che guidano Bruxelles è comunque la debolezza
altrui: i tanti nazionalismi, le chiusure, le diversità di opinioni in
campo conservatore su troppi temi rendono per ora problematica una
rivoluzione alla testa della Commissione Europea, ma certamente l’anno
che ci separa dal voto europeo sarà decisamente interessante.
Francesco Paolo Resta Segretario FdI Gioia del Colle
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