venerdì 10 novembre 2023

 IMMIGRAZIONI… SI', MA VIA ALBANIA!

Giorgia Meloni ha "spiazzato" la concorrenza proponendo di organizzare il trasferimento direttamente in Albania di chi chiede asilo politico in Italia, per essere identificato prima di aver libero accesso nel nostro paese.
Così facendo la Meloni ha rilanciato con una azione concreta ed innovativa l’immagine di un Governo, che sul tema immigrazione giocava in difesa, subissato dalle critiche per le ondate di sbarchi a Lampedusa.
L’idea di “dirottare” i migranti prima che tocchino il suolo continentale, potendo fare un primo screening per le richieste di asilo politico è ottima, tenuto conto che questa motivazione è oggi spesso solo una scusa per coprire invece una migrazione “economica”, che, almeno in teoria, dovrebbe viaggiare su altri canali.
Va ricordato infatti che ad oggi quasi tutti i richiedenti asilo “politico” NON ne hanno i titoli e requisiti ed infatti già poche ore dopo lo sbarco spariscono dai controlli.
Lo stop temporaneo in Albania garantisce invece di identificare ed assistere meglio e più velocemente i “veri” perseguitati politici, destinando così le risorse risparmiate all’assistenza dei migranti economici. 
Un accordo che avvicina oltretutto l’Albania all’Italia, ma anche all’Europa e sullo sfondo crea le premesse per una progressiva, ulteriore integrazione del piccolo stato balcanico nella UE.  
Così facendo la Meloni ha anche spiazzato l’opposizione, che rosica, ma non convince, visto che il PD è costretto a giudicare l’intesa “Un accordo che sembra configurarsi come un pericoloso e ambiguo pasticcio” (per me interpretabile come un “peccato non averci pensato prima noi”!). Molto brutta la mossa della Schlein di chiedere l’espulsione del partito albanese del premier Edi Rama dal Gruppo Socialista Europeo per “collaborazione con il nemico”: un ricatto politico molto poco “democratico”.
Tacciono i centristi, ma i satelliti della Schlein come +Europa e il solito Bonelli di “Alleanza Verdi e Sinistra”, arrivando a sostenere che “Praticamente si sta creando una sorta di Guantanamo italiana”, confermano che l’opposizione non percepisce più minimamente lo stato d’animo dei cittadini che – a torto o ragione – giudicano necessario un ben maggiore filtro agli ingressi.
Sicuramente l’accordo rafforza comunque l’asse Roma-Tirana con l’Italia, che è da tempo il primo partner commerciale dell’Albania e che in futuro avrà sempre più bisogno di un suo sfogo adriatico. 
Se andrà in porto quest’idea sarà davvero strategica, per affrontare meglio in futuro la problematica dell’immigrazione in Europa.  Vedrete che - se funzionerà - altri paesi seguiranno l’esperimento italiano!
 
Francesco Paolo Resta Coordinatore FdI Gioia del Colle

5 commenti:

  1. finalmente un pò di politica di destra, non se ne poteva più

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  2. anche non votando la Meloni e il suo partito, stavolta questa idea è buona per la nostra sicurezza e anche per loro

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  3. una domanda: ma chi paga tutto questo?

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    1. Palazzo Chigi ha spiegato che la giurisdizione dei due centri sarà italiana, che i migranti sbarcheranno direttamente a Shengjin e l'Italia si occuperà delle procedure di identificazione realizzando un centro di prima accoglienza e screening mentre a Gjader realizzerà una struttura “modello Cpr” per le successive procedure. L'Albania collaborerà con le sue forze di polizia per la sicurezza e sorveglianza in un paese che già vede un'importante presenza di forze dell'ordine

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    2. Perfetto FPR: chiarimento più che opportuno e congruente!

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