IMMIGRAZIONI… SI', MA VIA ALBANIA!
Giorgia Meloni ha "spiazzato" la
concorrenza proponendo di organizzare il trasferimento direttamente in
Albania di chi chiede asilo politico in Italia, per essere identificato
prima di aver libero accesso nel nostro paese.
Così facendo la
Meloni ha rilanciato con una azione concreta ed innovativa l’immagine
di un Governo, che sul tema immigrazione giocava in difesa, subissato
dalle critiche per le ondate di sbarchi a Lampedusa.
L’idea di
“dirottare” i migranti prima che tocchino il suolo continentale, potendo
fare un primo screening per le richieste di asilo politico è ottima,
tenuto conto che questa motivazione è oggi spesso solo una scusa per
coprire invece una migrazione “economica”, che, almeno in teoria,
dovrebbe viaggiare su altri canali.
Va ricordato infatti che
ad oggi quasi tutti i richiedenti asilo “politico” NON ne hanno i titoli
e requisiti ed infatti già poche ore dopo lo sbarco spariscono dai
controlli.
Lo stop temporaneo in Albania garantisce invece di
identificare ed assistere meglio e più velocemente i “veri” perseguitati
politici, destinando così le risorse risparmiate all’assistenza dei
migranti economici.
Un accordo che avvicina oltretutto
l’Albania all’Italia, ma anche all’Europa e sullo sfondo crea le premesse
per una progressiva, ulteriore integrazione del piccolo stato balcanico
nella UE.
Così facendo la Meloni ha anche spiazzato
l’opposizione, che rosica, ma non convince, visto che il PD è costretto a
giudicare l’intesa “Un accordo che sembra configurarsi come un
pericoloso e ambiguo pasticcio” (per me interpretabile come un “peccato
non averci pensato prima noi”!). Molto brutta la mossa della Schlein di
chiedere l’espulsione del partito albanese del premier Edi Rama dal Gruppo Socialista Europeo per “collaborazione con il nemico”: un ricatto
politico molto poco “democratico”.
Tacciono i centristi, ma i
satelliti della Schlein come +Europa e il solito Bonelli di “Alleanza
Verdi e Sinistra”, arrivando a sostenere che “Praticamente si sta creando
una sorta di Guantanamo italiana”, confermano che l’opposizione non
percepisce più minimamente lo stato d’animo dei cittadini che – a torto o
ragione – giudicano necessario un ben maggiore filtro agli ingressi.
Sicuramente
l’accordo rafforza comunque l’asse Roma-Tirana con l’Italia, che è da
tempo il primo partner commerciale dell’Albania e che in futuro avrà
sempre più bisogno di un suo sfogo adriatico.
Se andrà in
porto quest’idea sarà davvero strategica, per affrontare meglio in futuro
la problematica dell’immigrazione in Europa. Vedrete che - se
funzionerà - altri paesi seguiranno l’esperimento italiano!
Francesco Paolo Resta Coordinatore FdI Gioia del Colle
finalmente un pò di politica di destra, non se ne poteva più
RispondiEliminaanche non votando la Meloni e il suo partito, stavolta questa idea è buona per la nostra sicurezza e anche per loro
RispondiEliminauna domanda: ma chi paga tutto questo?
RispondiEliminaPalazzo Chigi ha spiegato che la giurisdizione dei due centri sarà italiana, che i migranti sbarcheranno direttamente a Shengjin e l'Italia si occuperà delle procedure di identificazione realizzando un centro di prima accoglienza e screening mentre a Gjader realizzerà una struttura “modello Cpr” per le successive procedure. L'Albania collaborerà con le sue forze di polizia per la sicurezza e sorveglianza in un paese che già vede un'importante presenza di forze dell'ordine
EliminaPerfetto FPR: chiarimento più che opportuno e congruente!
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